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La giustizia è nel cuore dell’uomo

Giustizia_Salve

Si può ancora amare dopo quello che ti è successo?
È la domanda fatta venerdì 19 ottobre da Mario, studente del corso ASCLA di qualifica triennale, a Margherita Caruso, vedova Coletta, alla fine dell’incontro “La giustizia è nel cuore dell’uomo”. Nel 2003 il brigadiere Giuseppe Coletta fu ucciso, insieme ad altri 18 connazionali e a 9 iracheni, nell’attentato di Nassiriya. La morte del marito non era la prima tragedia che Margherita aveva dovuto affrontare. In precedenza, era stata colpita dalla perdita del figlio Paolo, scomparso a soli sei anni a causa della leucemia. «La mia fede si è trasformata» dice ai ragazzi che la ascoltano al Centro polifunzionale La Dimora del Lavoro di Salve. «È passata dalle richieste, dai suggerimenti a Dio all’affidamento totale a Gesù» spiega con la semplicità di chi non è un’eroina, ma una donna normale che vive un’esperienza cristiana radicale e profonda. Un’esperienza che le fa dire: «La giustizia nasce dall’empatia». Deve essere per questa empatia, questa capacità di condividere i bisogni degli altri, se qualche anno fa ha deciso di fondare un’associazione con cui oggi è vicina ai detenuti del carcere Due Palazzi di Padova, aiutandoli a vendere i panettoni che producono, o sostiene i bambini del Burkina Faso o delle Filippine.

Una domanda che circola silenziosa

invito ascal 19 ottobre-02_med«Finalmente sento parlare di giustizia e vita in modo umano» aggiunge Valerio Capasa, docente e critico letterario. Il suo intervento è ricco di spunti raccolti dalla quotidianità, ma anche di riferimenti e citazioni che attingono alla grande cultura di tutti i tempi: «Non bastano le leggi – dice infatti -. Bisogna educare il cuore. Una ragazza filippina chiese a papa Francesco che senso avesse la vita. E lui: non ho una risposta, ma ti ringrazio perché mi stai facendo piangere. Senza il pianto – commenta Capasa – non può esistere giustizia».
Ed è difficile non piangere, mentre Margherita Caruso racconta i momenti dolorosi della sua esistenza e raggiunge il cuore dei presenti, facendoli immedesimare e stupire. Fino a far emergere quella domanda, la stessa di Mario, che circola silenziosa tra il pubblico: come si fa ad amare dopo aver subito un’ingiustizia così grande? La vita di Margherita, i tanti fatti che elenca, il suo sorriso, testimoniano che è possibile.